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Articolo tratto dalla rivista n. 12 Anno 137 Dicembre 2001 Fuori Testo

LA FATA DI NOTTE

IL SOPRANO IRINI KARAJANNI

karajanni mantova.jpg (20534 byte)In questo mese, il 15 dicembre, al Megaron Musiki di Atene andrà in scena Giro di vite di Beniamino Britten, affermato musicista inglese come uno dei più forti compositori contemporanei, in possesso di una facilità di scrittura senza pari, che ha assimilato tutti gli stili possibili applicandosi, con sorprendente sensibilità, alle idee ed ai sentimenti che esprime, eccellendo soprattutto nella musica vocale.
La parte di Miss Jessel sarà interpretata dal soprano Irini Karajanni di Atene, nota al pubblico italiano da quando, diciottenne, cantava al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Una donna che comprende ogni dramma umano, sparisce come creatura viva, per immedesimarsi, a poco a poco, nel personaggio fittizio del palcoscenico, per vivere l'anima che sta incarnando, dimenticandosi d'essere bella nel suo dolore, quando i suoi occhi piangono senza lagrime, come se dalle sue iridi scendesse solo una dolorosa luce.
Non ha mai sognato la gloria per la gloria o caricare d'anelli le sue fragili dita. Il suo impegno artistico è fatto tutto di poesia che affiora nei suoi occhi luminosi, nel suo animo che porta l'incancellabile impronta della sua terra, la Grecia, che nell'antichità espresse la più alta civiltà umana che abbia mai irradiato la sua luce nel mondo, ed è come un dono che la Karajanni offre alle platee del mondo, con i tesori della sua vena melodica, unendo in mirabile armonia la grazia e la tenerezza del suo squisito sentire, come un meraviglioso fiore delicato.
Ama l'Italia e le sue città: Roma, Milano, Firenze dove si esibisce al Maggio Musicale, e la Sicilia dove, al Teatro Greco di Taormina, interpreta la Carmen di Giorgio Bizet, capolavoro di vita, di drammaticità e di colore locale, che segnò la fine dell'autore, incompreso in vita, nonostante le prime due opere: 1 pescatori di perle e La bella fanciulla di Perth fossero non prive di pregio. Il successo lo trovò con l’Arlèsienne nel 1872, gioiello di grazia idillica, e soprattutto con Carrnen nel 1875. Per fortuna l'indifferenza iniziale non ha mai sconfitto in Bizet la coscienza d'artista, il solido senso che animava il suo scrivere. Irini Karajanni ha il merito, con la sua voce caratterizzata da quel timbro straordinariamente espressivo, capace di dare nuovo vigore a personaggi diversi, con il successo travolgente della Carmen, applaudita dai suoi tanti ammiratori e appassionati, noti e stimati professionisti, di aver restituito al mondo culturale un Bizet dimenticato e ritrovato. Saggia e coraggiosa, la Karajanni, soprano, è una donna splendida e seducente che con la potenza fragile e preziosa della sua voce rappresenta il Teatro con le sue storie, i racconti, le fiabe, le avventure, i sogni e la poesia. Uno scrigno di cultura e di epoche diverse. Le sue interpretazioni di Happy End di K. Weil, della Cavalleria Rusticana, delle Nozze di Figaro, di Faust di The Chess Fugiteves, di Adriane auf Naxos, del Sogno di una notte di mezza Estate, di Eugene Onegin di P.I. Tebaikovschy, di Don Giovanni, della Boheme, di Playades, sottintendono una sintonia estetizzante, che incanta l'ascoltatore e fanno della Karajanni la fata della notte, con i suoi inganni e le sue verità

I.C.S.

 

 

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