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Articolo tratto dalla rivista n. 12 Anno 137 Dicembre 2001 (pag. 22)

ELOGIO DELLA “GAFFE”

L’essere attillato nel fisico, così come nel morale, non serve: o serve poco. La società tende ai suoi seguaci mille piccoli ingenui tranelli, cui riesce difficile sottrarsi. Tra i piccoli ingenui tranelli, la gaffe è uno dei più terribili come dei più maliziosi. Dei più maliziosi, già: perché questa scintilla dello spirito non conosce alcun controllo. Ella s'insinua nel margine delle convenienze come una rincrescevole mancanza. Ma chi la fa, non può dirsi responsabile, che cos'è la gaffe? E' la stecca del cantante, la corda di violino che scricchiola - con un piccolo rumore secco e spostato - nel bel mezzo d'un concerto di Mozart. Diciamone qualche parola. Damina frivola, inconsiderata e graziosa, ella entra di botto senza mettere in guardia, senza gridare: "Bada!", senza conoscere le regole della cavalleria, perché, nel suo intimo, sprezza la civiltà contemporanea, come tutte le civiltà, presenti e future.
Per parte mia, io le riconosco una certa attrattiva che non cerco dissimulare: le gaffes che ho intese e quelle che ho fatte, restano tra i miei ricordi migliori. Dovunque e sempre esse han richiamato il sorriso là dove imparano tedio e noia: e il maligno rapimento che spesso provocano é sempre palliato felicemente dagli sciocchi raggionamenti degli imbecilli.
Che sarebbe il mondo senza la gaffe? Sarebbe una carriera troppo calda, un vecchio mobile rigido contro il muro, un'eterna quadriglia in "frak": formalità che si prolungherebbero all'infinito coi capriccio delle mode. La gaffe è il colpo di vento che sbatacchia le porte e le finestre e fa penetrare un po’ di riso, un po’ di gioia, un po’ d'aria fresca in questa atmosfera pesante, sovraccarica di convenzioni. Essa, in altri termini, sarebbe il colletto della camicia ed il panciotto, sbottonati. La gaffe prova dunque tutta la fragilità delle convenienze, delle gentilezze, dei madrigali fuor di moda, del "flirt", del garbo e del contegno. Chi sarà e farà lo storico della gaffe?.... La baronessa Staffe non la cita nel suo manuale, fuor d'uso, del "Codice mondano". La ragione, secondo me, è semplicissima: la gaffe, questa piccola cosa che si chiama "gaffe", non ha legge. Nessuna logica o rituale permette che la si provochi o la si eviti: essa corre con tal rapidità, che non è possibile trattenerla: perché la sua importanza ed il suo accento son proprio questa stessa rapidità infrenabile ed incontenibile. La gaffe muore sulle labbra ermeticamente chiuse delle vecchie principesse di provincia.
" Le monde où l'on s'ennuie" di Pailleron, è tutto scintillante di codesti vivaci razzi. L'albero araldico e lo scoppio dei germogli, l'eco d'una primavera perduta e la primavera d'una giovinezza in fiore: quale abisso di contraddizione, di punti di vista!
Signorine e donne giovani eccellono nella gaffe. 'uomo vi si esercita, ma più goffamente. La gaffe maschile, per vero dire, non è che l'appannaggio di taluni grulli, più balordi e presuntuosi, che gaffeurs. Esempio di gaffe femminile:
Lui: - Ho veduto l'amico Garde des Sceaux. - Lei: - Ah!.... e vi ha guardato molto? -
Esempio di gaffe maschile: La baronessa X è robusta e vigorosa: - Tra un momento - ella dice - sarò tutta a voi. - Lui: - Oh!.... la metà mi basterà. - La gaffe non si ripara. Vai meglio non tentare di farlo: meglio lasciarla allargare come macchia d'olio, in attesa che la corrente se la porti via, anziché trattenerla. La gaffe non si dimentica più. Né l'infelice che l'ha commessa, né colui o colei che ne è la vittima, può impedirsi di ricordarsene. Essa, però, ha questo singolare privilegio: perché fa ridere, è agevolmente perdonata. A ciò bastano un po’ di cortesia, un po’ di attenzione, un po’ di zelo. 1 francesi hanno le parole: gaffe, bévue, brioche; noi italiani abbiamo: granchio, sbaglio, tonica, sbadataggine, inavvertenza. E' celebre la topica di Giosuè Carducci, ad un banchetto mondano offerto in suo onore. Gli era a lato una zitella letterata. Ad un tratto ruppe il silenzio domandandole: - Lei quanti figli ha? - , Siamo ad un spiaggia tra le più rinomate d'Italia. Ad un tratto un signore dice ad un altro: - Guardi quella balena in acqua.- E l'altro: Scusi, signore, è mia moglie.- Le topiche, o gaffes, sono di ogni campo. Gaffe della musica: lojazzband che s'insinua nella impeccabile musica classica italiana e tedesca: come a dire sincopi e svenimenti in mezzo al bel mondo, o balli selvaggi in mezzo a gente civile. Gaffe dell'oratoria: le stecche di Robespierre, le quali fecero esilarare l'assemblea, la prima volta che parlò in pubblico. Gaffe di Napoleone nei piani di guerra: 1 812: entrata trionfale a Mosca e ritirata catastrofica. Gaffe di Rasputin: avere in società le mani sporche; mangiare i pesci senza far uso di forchetta; baciare, nel primo incontro, lo Zar e la Zarina. Gaffe di Stalin: schiaffeggiare i ministri, che non abbiano bene eseguito i suoi ordini, alla presenza di tutti. Gaffe di Dante "Divina Commedia": la cantica del Paradiso, ossia: la filosofia e la teologia espresse poeticamente; il freddo glaciale del polo nell'arroventata atmosfera delle passioni umane. Gaffe di Victor Hugo nei "Miserabili": il mattone sul gergo della malavita parigina: desolante monotonia nella sinfonia del romanzo. Gaffe di Eva: offrire il pomo ad Adamo, dopo la tentazione del serpente. La storia della gaffe si confonde con la storia della civiltà. Le donne aristocratiche amano le gaffes degli uomini di spirito. Un uomo, d'ingegno e di spirito, dimentico della convenzione, chiese ad una gran dama, alquanto grigia, quanti anni avesse. E la dama, con un fine sorriso: - Vent'anni di spirito.- Gaffe dell'uomo spiritoso : far molto spirito per conquistare una donna di spirito. Gaffe dell'intelligenza presuntuosa: mostrare di essere superiore alla comune dei mortali. Gaffe dell'innamorato: credere ciecamente alla propria amante, senza provocare in lei alcun sentimento di gelosia. Gaffe dell'intrigante: scambiare l'intelligenza con l'astuzia. Gaffe dell'imbecille: credersi intelligente. Gaffe dell'uomo superiore: non credere alla bassezza. Gaffe del megalomane: credere che egli sia l'asse intorno a cui giri tutto il mondo. Gaffe del lettore intelligente e della lettrice del gran mondo: lasciare inosservato il mio "Elogio delle gaffe".


Cosimo Turi

 

 

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