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Art. pag. 1
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rivista n. 7-8 Anno 133 Luglio-Agosto 1997

LA MEMORIA FA SCOTTARE LA CENERE SOTTO LA QUALE IL GOLFO DEI POETI DORME

di

Italo Sarlo Sesti

Mais, où sont le années d'antan?

Dove sono fittiti gli anni di una volta, ci verrebbe voglia di chiederci occupandoci della città di La Spezia. Difatti è la memoria dei sogni non realizzati dal Golfo dei poeti, visto nella sua stagione più alta e più propizia che, oggi, un suo giovane figlio, Mirco Manuguerra, cerca, con il redazionale che segue, di frugare nel gravide fiume della storia per trovare le ragioni dell'occasione perduta e darcene un composito pressoché perfetto ritratto. 
Ma non è questo il solo scopo che l'amico Manuguerra si propone. Egli con squisita dignità e dolore d'aurore, che Fiori sempre - come comunemente si pensa - sono andati perduti, penetra nel tessuto sociale della città per trarne esempio a volere, stimolo a fare e vergogna per chi non ha ancora provveduto. 
Il suo articolo è dunque un grido di allarme rivolto alle coscienze degli spezzini che si sono allontanati dalle proprie radici, dalle loro passioni e dalla loro genialità. 
Crediamo perciò di potere esprimere un nostro pensiero. Se consideriamo che le origini di La Spezia, alle soglie del Terzo Millennio, sono tuttora avvolte nel mistero; che il ritrovamento di resti di edifici romani nel luogo ove sorge l'Arsenale fa credere che la località fosse abitata fino da quell'epoca e che le pr4nie notizie storiche risalgono alla fine del sec. 12°, quando la città era divenuta centro dello Stato dei Fieschi; che i fattori della sua crescita e della sua fortuna iniziale: il grande Arsenale ideato da Napoleone I e attuato da Camillo Cavour, che ne affidò la costruzione all'ing. Domenico Chiodo; il Museo Navale, uno dei migliori e più importanti che esistono; i complessi industriali, soprattutto il superbo cantiere del Muggiano; la fonderia di Pertusola; gli stabilimenti Pirelli di cavi sottomarini e Cerpelli di pompe e turbine; i setifici, iutifici,mulini, ecc. (tranne l'Arsenale e il Museo) apostoli di lavoro e benessere di un appuntamento mancato, non costituiscono un fallimento progettuale ma diritti acquisiti per la sopravvivenza del Golfo, detto anche dei Poeti a ricordo di P.B. Shelley e G.G. Byron, esponenti del romanticismo inglese, che vi soggiornarono all'inizio dell'800 (il primo a S. Terenzo e il secondo a Portovenere) e premesse per accogliere lo scritto di Manuguerra almeno con riconoscenza perché La Spezia è tutta da scoprire nel suo paesaggio, Liti susseguirsi di magnifici colpi d'occhio sulla ridente costa delle Cinque terre, nella parte orientale ricca di olivi, vigneti e pini, nelle meravigliose insenature incise tra il bianco delle scogliere e la fertile piazza alla sua foce, da dove si può raggiungere Marinella di Sarzana, Luni e la bella Sarzana con il sito antico castello a fornita triangolare. Di qui, risalita la chiusa valletta tra Romeo e Pugliola, si ritorna, attraverso straordinario vedute che non esitiamo a definire discrete all'amore e alla nostalgia di ciò che poteva essere e non è stato, che - volendo - potrebbe avvenire, se i latitanti di ieri troveranno l'orgoglio delle "amate sponde". E questo è il nostro augurio.

 

UNA SELEZIONE DEGLI Articoli

PARLIAMO DELLA SPEZIA SOGNANDO LUNIGIANA

Di MIRCO MANUGUERRA

 

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